Coltiviamo i dubbi per riscoprire i sogni. Buon 2019.

Quando quel che sembra musica si rivela frastuono non resta che affidarsi al silenzio.

È la dimensione ideale per riacquistare consapevolezza della propria essenza e per superare i momenti di smarrimento. È nel silenzio, infatti, che si comprendono le situazioni ed il valore, positivo o negativo, dei rapporti interpersonali.

Si scoprono volti vestiti di impareggiabile eleganza. Sono quelli che indossano lealtà, affetto, sincerità e gratitudine. Si apprezzano i gesti, anche piccoli, soprattutto quelli piccoli, di chi con delicatezza ti porge la mano e riesce a trasmetterti vicinanza. È il volto di chi ti incoraggia e ti invita a non mollare. È il volto di chi sa gioire insieme te. È il volto di chi sa cosa significhi il termine “amicizia”.

In mezzo a questi volti appaiono anche quelli di chi ti ha visto in difficoltà e ti ha abbandonato senza neanche voltarsi. E, così, si impara a creare distanze.

La quotidianità è diventata una corsa contro il tempo.

La ricerca spasmodica di ciò che apparentemente ci fa sentire bene genera ansia. È l’ansia di vivere che trascina la vita in meccanismi contorti ed il ritmo finisce per essere dettato da altri. Non ci si riconosce più.

Ed è in questa maniera che si diventa schiavi. Il dover essere secondo le aspettative o gli interessi altrui distrugge il voler essere. Annienta lo spazio destinato ai sogni.

Altri se ne appropriano. Li gestiscono al posto tuo. Te li hanno rubati quei sogni e resti lì a chiederti come sia potuto accadere. In tante occasioni si finisce per assecondare desideri che non ci appartengono. Si pensa di far bene, salvo comprendere che è proprio così che si genera l’infelicità.

È stato, per me, un anno ricco di sorprese, soddisfazioni, difficoltà e sofferenze. È stato un anno di ritrovate amicizie ma anche di grandi delusioni. A ferirci sono sempre le persone dalle quali non ci aspettiamo colpi bassi. A ferirci sono quelli a cui abbiamo teso una mano in segno di solidarietà e leale amicizia. La fiducia tradita resta la ferita più dolorosa. Sono esperienze attraverso le quali si cresce e si matura, almeno così si dice. Te lo ripeti fino a convincertene e via, poi, verso nuove avventure e delusioni.

Per questo 2019 che sta per iniziare auguro a tutti di riuscire a riconoscere, nei momenti di smarrimento, l’importanza della dolce melodia del silenzio. La dimensione ideale per coltivare dubbi, riscoprendo i propri sogni. Le certezze bisogna lasciarle a chi si sente al di sopra di tutto e di tutti, a chi si sente arrivato. Io preferisco continuare ad interrogarmi, riconoscendo i miei limiti ed apprezzando il valore degli altri che nulla mi toglie e che, al contrario, mi rende felice. Perché non esiste felicità se non si è capaci di condividere quella degli altri.

Auguri.

Tiziana Forestieri

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