Il Segretario regionale di Si, Angelo Broccolo, esprime solidarietà a Mimmo Lucano

Nota stampa
Io non so leggere tra le carte della giustizia, non sono avvocato e neppure giudice, professioni di altissimo
rilievo intellettuale e sociale.
Mi è stato insegnato il rispetto delle istituzioni e delle leggi e dunque non mi pronuncio sui rilievi
squisitamente penali che avranno sedi e circostanze idonee alla discussione.
Tuttavia di fronte a quanto accaduto stamane, avverto il dovere etico e morale, da cittadino calabrese, di
manifestare la mia personale solidarietà a Mimmo Lucano.
Credo nella sua buonafede, nel senso profondo di giustizia sociale che lo ispira, nel suo totale disinteresse
verso la materialità dei beni terreni, nel profondo convincimento di aver agito sempre e comunque per dare
sollievo a parte di quella “grande umanità”sofferente e vilipesa, che prima o poi si rimetterà in marcia,per
usare le parole di Che Guevara.
Se abbia esercitato qualche forzatura nell’ambito delle leggi che regolano il diritto all’accoglienza, caso mai
fosse accaduto, il principio ispiratore risiede nella insufficienza delle medesime rispetto al dovere, tutto
umano, di dare sollievo e cura a chi ne abbia bisogno per come dai nostri padri costituenti normato nella
Legge che sta sopra ogni altra legge ed alla quale ognuno di noi – in coscienza – deve rispondere: la
Costituzione della Repubblica!
La storia umana insegna che da atti di disobbedienza civile, anche singola, nascono i processi di libertà
condivisa che nel tempo diventano patrimonio collettivo.
Siamo in terra di Magna Grecia, vorremmo sommessamente ricordarlo a chiunque rivesta ruoli ovvero
dimori in qualsiasi latitudine del Paese. Ci è stato insegnato dalla fragilissima Antigone che di fronte alle
ingiuste leggi del tempo contingente, vi sono altre leggi ben più profonde e immortali che a volte esigono
qualsiasi scarifico.
Sabato dovremo essere in migliaia a Riace, perché sul crinale inquietante dove sembra oscillare, in bilico tra
civiltà e barbarie, il futuro prossimo della nostra Repubblica si possa avvertire il peso di quanti ancora non si
sono rassegnati al trionfo della disumanità e della prevaricazione contro i deboli della terra.
CREONTE:
E hai osato trasgredire questa legge?
ANTIGONE
Non è stato Zeus a proclamarla, e Dike, che dimora con gli deidi sottoterra, non ha stabilito per gli uomini
leggi come questa. Non ho pensato che i tuoi decreti avessero il potere di far sì che un mortale potesse
trasgredire le leggi non scritte degli dèi, leggi immutabili che non sono di ieri né di oggi, ma esistono da
sempre, nessuno sa da quando. Per timore di un uomo io non potevo subire il castigo degli dèi. Anche senza i
tuoi editti, sapevo bene di dover morire.
[…] Subire questa sorte non è dolore; lasciare senza sepoltura il corpo del figlio di mia madre, questo è
dolore.(Sofocle)
Angelo Broccolo
Segretario Regionale Sinistra Italiana
Articolo creato 475

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